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Getmana Street: l'indirizzo della modernità
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La location d’eccezione di un grattacielo per un interior design altrettanto caratteristico, situato nella capitale dell’Ucraina. Il progetto è firmato dallo studio di architettura anglo-ucraino Olga Akulova, con sede a Kiev e a Bournemouth, lanciato nel lontano 2001 dall’omonima fondatrice.

Fin da subito l’appartamento denuncia le sue caratteristiche principali: la monocromia e la funzionalità. Il tono dominante è infatti il bianco, spezzato prevalentemente dal suo opposto, il nero. Altro tratto caratterizzante è l’apertura dello spazio, creato per evitare ogni effetto di chiusura così da favorire un’area living al massimo della godibilità.

Per ottenere questo risultato, lo studio Olga Akulova ha optato per l’utilizzo di una porta scorrevole di vetro a separare il salotto dalla stanza da letto. In questo modo, nonostante l’apertura, lo spazio può comunque consentire una certa privacy che vada a separare la zona pubblica da quella privata. Qui ecco infatti uno spazio più a misura d’uomo, composto da stanza da letto, bagno padronale e cabina armadio, divise ma al tempo stesso unite dal resto della casa, nella composizione di un lungo, quasi infinito unicum. A conferire ulteriore pregio al progetto, ecco l’interessante arredamento del bagno, dotato di un imponente lavandino in cemento posto accanto alla vasca da bagno.

La zona pubblica è inoltre connotata dalla presenza di una stanza degli ospiti, una zona bar, la lavanderia e l’ingresso stesso dell’appartamento: insieme, queste tre stanze vanno a creare un’area quasi speculare a quella privata per quanto concerne la forma. Lo spazio intorno a cui ruota l’intero assetto della casa è sicuramente la zona living, caratterizzata da un lungo divano grigio, mensole metalliche e due isole che vanno rispettivamente a costituire la cucina e il tavolo da pranzo. Stagliati sul pavimento polimerico rigorosamente bianco, i volumi danno il giusto movimento all’interior, che vede inoltre nella luce naturale uno dei suoi punti di forza.

PHOTO COURTESY: Roman Shyshak


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